14.6.1837 – 14.6.2017

Tag

, ,

13416848_10206695820609833_7738384023330845393_o
Anche quest’anno inconsciamente stavo per “dimenticare” quello che nel mio libro “Un giallo a Napoli” ho chiamato “passaggio dal finito all’Infinito” di Giacomo Leopardi. Ogni anno, infatti, mi succede di ricordarlo solo a giorno terminato… sembra che la mia volontà e la mia ragione si rifiutino di accettare la partenza di qualcuno che il cuore considera sempre VIVO.
Molto più bello ricordare la stella del suo arrivo… molto più dolce il prossimo 29 giugno…
Ciao Giacomo!

ginestre firmate

STABAT NUDA AESTAS (Gabriele D’Annunzio)

Tag

, , ,

10440757_10202250242153150_9039072160052047818_n

Primamente intravidi il suo piè stretto
scorrere su per gli aghi arsi dei pini
ove estuava l’aere con grande
tremito, quasi bianca vampa effusa.
Le cicale si tacquero. Più rochi
si fecero i ruscelli. Copiosa
la resina gemette giù pe’ fusti.
Riconobbi il colùbro dal sentore.

Nel bosco degli ulivi la raggiunsi.
Scorsi l’ombre cerulee dei rami
su la schiena falcata, e i capei fulvi
nell’argento pallàdio trasvolare
senza suono. Più lungi nella stoppia,
l’allodola balzò dal solco raso,
la chiamò, la chiamò per nome in cielo.
Allora anch’io per nome la chiamai.

Tra i leandri la vidi che si volse.
Come in bronzea mèsse nel falasco
entrò, che richiudeasi strepitoso.
Più lungi, verso il lido, tra la paglia
marina il piede le si torse in fallo.
Distesa cadde tra le sabbie e l’acque.
Il ponente schiumò nei sui capegli.
Immensa apparve, immensa nudità.

 

Adelaide Antici Leopardi

Tag

, ,

 

14102534_1324217914256974_7307654366335199437_n

 

 “Rassegna della Letteratura italiana”, vol. cxxi, 2017, 1, pp. 50-56

 

 18952606_1651689314843164_8356225609712796583_n

Gli studi leopardiani ci hanno tramandato un ritratto di Adelaide Antici Leopardi che appare ormai stereotipato e insufficiente a delinearne la figura a tutto tondo. Tale limitatezza deriva primariamente dall’averla sempre considerata soltanto come la madre di Giacomo Leopardi, trascurando la sua figura di donna e di sposa. Alcune ricerche presso l’Archivio Antici Mattei di Recanati hanno consentito il ritrovamento di una sua lettera creduta perduta. Indirizzata al fratello Carlo, e presumibilmente datata 1801, la missiva ha offerto l’occasione di ritornare sulla sua figura, partendo da un punto di vista diverso da quello fino ad oggi considerato.

Mio carissimo papà…

Tag

,

Mio carissimo papà. […] Se scamperò dal cholèra e subito che la mia salute lo permetterà, io farò il possibile per rivederla in qualunque stagione, perché ancor io mi do fretta, persuaso ormai dai fatti di quello che sempre ho preveduto che il termine prescritto da Dio alla mia vita non sia lontano. I miei patimenti fisici giornalieri e incurabili sono arrivati con l’ età ad un grado tale che non possono più crescere: spero che superata finalmente la piccola resistenza che oppone loro il moribondo mio corpo, mi condurranno all’ eterno riposo che invoco caldamente ogni giorno non per eroismo ma per il rigore delle pene che provo.
Ringrazio teneramente Lei e la Mamma del dono dei dieci scudi, bacio le mani ad ambedue loro, abbraccio i fratelli e prego loro tutti a raccomandarmi a Dio acciocchè dopo ch’ io gli avrò riveduti una buona e pronta morte ponga fine ai miei mali fisici che non possono guarire altrimenti. Il suo amorosissimo figlio Giacomo.
(Lettera del 27.5.1837)
15940696_10208338602118344_2603314316513470651_n

Torna la verità?

Tag

, , ,

303476_3102610919909_1616009985_n

[…]
Su, mortali, destatevi. Il dì rinasce: torna la verità in sulla terra e partonsene le immagini vane. Sorgete; ripigliatevi la soma della vita; riducetevi dal mondo falso nel vero.
[…]

(G. Leopardi, Cantico del gallo silvestre)

 (Édouard Debat-Ponsan, La vérité sortant de puits)

a6

Il mese di maggio…

Tag

, , ,

18193717_10209207572682065_6652361206921106443_n

A Maria (dagli “Inni cristiani”, abbozzi di Giacomo Leopardi)

E’ vero che siamo tutti malvagi, ma non ne godiamo, siamo tanto infelici. E’ vero che questa vita e questi mali son brevi e nulli, ma noi pure siam piccoli e ci riescono lunghissimi e insopportabili. Tu che sei già grande e sicura, abbi pietà di tante miserie. ec.

[Gli abbozzi degli Inni risalgono ad un periodo compreso tra l’estate e l’autunno 1819 ]

(Raffaello: Madonna del Granduca)

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

OLYMPUS DIGITAL CAMERA