Salotti a Recanati…

 

bougie-plume-hearts-of-glass“Amica carissima, so che voi desiderate che io vi scriva dalla vostra patria, ed io ben volentieri compiaccio gli obbliganti vostri desideri e vi assicuro che tanto mia sorella che io siamo rimaste molto soddisfatte ed appagate di Recanati. Dame e Cavalieri assai obbliganti: belle conversazioni assolutamente e vi è un tratto così civile che a Jesi non vi è al certo. Tutti deplorano però il vostro orrore per questo luogo, che a dirvela poi, non mi sembra tanto disprezzabile”.

(Lettera della principessa Rospigliosi-Ripanti, sposata Carradori a Donna Marianna Mattei, moglie del marchese Carlo Antici, 28.10.1813)

Questa lettera fa dunque supporre che il “grigiore” di Recanati, lamentato non solo da Giacomo ma anche da Monaldo e Paolina, non fosse così effettivo.

autumn

Annunci

Così parlerebbe Giacomo Leopardi

 

 

leopardi_b” O duri umani, perché festeggiate il giorno del mio nascere, che fu principio a me d’ogni male? Meglio per me sarebbe stato non essere; ma non, è vero, per voi. Festeggiate, festeggiate; da poi che tutti, e voi del mio sangue, e voi della mia terra, e voi sacerdoti e institutori, e voi dottori e maestri, e voi donne ed amici, voi tutti, inconsci e tranquilli instrumenti della falsa e debole e crudele depravazione italiana, l’anima che Dio mi diede nobile e alta, l’intelligenza sortita dalla natura a vedere l’intima fiammella del vero e del bene nei profondi dell’essere, voi la straziate, la frangeste, la spremeste come dell’olive e dell’uva si fa co’l torchio; e del vino del mio sangue v’inebriaste e vi spalmaste con l’olio del mio cervello alle vostre dilettazioni. Eccomi. Io sono la vittima della postrema servitù d’Italia.
“Morte domanda/chi nostro mal conobbe e non ghirlanda”.
Voi godete; e siate liberi, se potete; ma, per esser tali, odiate e scuotete da voi la falsità la vanità la vigliaccheria dell’educazione e del pensiero, che fu la tabe de’ vostri vecchi. –
Così io credo che parlerebbe Giacomo Leopardi agl’italiani, se i morti si curassero di far la predica ai mal vivi.”

(Giosuè Carducci, Giacomo Leopardi deputato, Zanichelli, Bologna 1911, pp. 5-6)

biblioteca-Leopardi-Mantica

Mamme…

leopardi2

 

In uno dei saggi raccolti nel mio “Kant e Leopardi” (Guida, 2011) ho esaminato nel dettaglio l’infanzia e l’educazione del filosofo del criticismo e del nostro Giacomo. Troppo lungo sarebbe elencare tutto; mi limito a sottolineare l’importanza che per ambedue rivestì la propria madre. In modi assolutamenti differenti esse influirono nella personalità dei loro figli, a dimostrazione dell’importanza che riveste la figura materna nell’età evolutiva. Vi propongo un breve passo delle “conclusioni”.

“Fu la madre, invece, che rappresentò per Kant il punto di riferimento e senz’altro la figura più importante non solo per lo sviluppo della sua eccezionale intelligenza, della quale si accorse molto presto, ma anche per la sua maturazione umana. Seguendo passo passo suo figlio, accompagnandolo nella crescita e nella scoperta della realtà circostante ella attuò, probabilmente inconsapevolmente e pur con quella severità di atteggiamento che le veniva dalla religione, una forma di educazione esemplare e del tutto moderna, atta a favorire al massimo la crescita intellettuale di un bambino.
La medesima cosa non può dirsi, invece, di Adelaide, la madre di Giacomo. Ella possedeva un carattere introverso e freddo e per questo privo di manifestazioni di tenerezza. Il portare sulle proprie spalle, già giovane sposa, la responsabilità del restauro patrimoniale di famiglia, non aiutò certamente i suoi rapporti materni. A differenza di Kant, Leopardi attese, fino alla fine della vita, una qualche manifestazione visibile che gli mostrasse o meglio, gli facesse “sentire” l’affetto di sua madre
Adelaide era però, in certo senso, vicina a Regina Dorothea dal punto di vista del rigore religioso. La contessa Leopardi praticava un cattolicesimo immerso nel terrore di un Dio vendicatore, mentre la madre di Kant era rigorosissima nelle pratiche di pietà di quella forma di protestantesimo che fu il Pietismo e che il Borowski, anche se sostiene non trattarsi di fanatica religiosità, sottolinea essersi manifestate in ore di preghiera alle quali sembra ella obbligasse anche i figli.”

kant (1)

Diario del primo amore

75501_3052143178247_2139641204_n

…] Ogni sera, stando in letto e vegliando a lungo, con ogni possibile industria, m’adopero di richiamarmi alla mente la cara sembianza, la quale probabilmente per questo appunto ch’io con tanto studio la cerco, mi sfugge, ed io non arrivo a vederne altro che i contorni, e ci affatico tanto il cervello che alla fine mi addormento per forza colla testa annebbiata infocata e dolente. […]
16711510_10208596438004080_8092606502483486281_n