Un ricordo di Carlo Leopardi

“Quando Antonio Ranieri. accompagnato dalla sorella Paolina, si condusse a Loreto, non venne, com’è noto, in pietoso pellegrinaggio al paese e alla casa dove nacque e abitò per tanti anni l’amico suo adorato. E sì che viveva ancora quella Paolina, così diletta a Giacomo, e a cui lo stesso Ranieri, almeno nelle sue lettere, aveva dato tante prove di vero e sentito affetto. Carlo, come seppe della partenza del Ranieri e della sorella da Loreto, esclamò melanconicamente: “Sono misteri che io rispetto senza comprenderli!” (ricordo di Carlo Leopardi raccolto da C.Antona Traversi)

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Dai Ricordi orali di Carlo Leopardi

A spiegazione delle lettere, che le daremo, scritte al Giordani e ad altri, sappia ch’egli non ne faceva quasi mai le minute; ma , finchè fummo insieme. Le copiavamo quasi tutte io e la Paolina prima che le spedisse. – È incredibile l’amore che ci portavamo, e che più volte ci giurammo! Povero Giacomo! Povero Giacomo!
“Dicendo queste parole il conte Carlo si asciugava gli occhi. Eravamo, verso sera, presso l’arco di Trajano: commossi entrambi: stemmo muti un pezzo. Io partii d’Ancona la mattina dopo, 1° Agosto 1846. ”

( in Epistolario di Giacomo Leopardi , raccolto e ordinato da Prospero Viani, volume terzo, Firenze, Successori Le Monnier , 1892)
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I ricordi di Carlo Leopardi

Giacomo non poteva soffrire alcun disprezzo. Sdegnavasi fortemente e piangeva se alcuno della famiglia cedeva in cosa di onore.
L’onorare i genitori non intendeva esserne schiavo. Ne fu dichiarato empio dal prete.
Noi tre fratelli più grandi, Giacono, io, e la Paolina, davamo talvolta in casa saggi quasi pubblici de’ nostri studj: Giacomo ci faceva subito di nascosto le composizioni, e ci suggeriva (spesso con segni o movimenti intesi delle dita) ogni cosa. Facevamo sempre buona figura! A 12 anni egli aveva dato pubblico saggio di filosofia, ed anche di teologia!
A proposito di Roma, non crede lei ( è Carlo che parla con il Viani, uno dei primi biografi di Leopardi) che le più belle cose di Giacomo sieno state pensate e scritte a Recanati? Che là non abbia avuto più fervida immaginazione che altrove? Io credo che l’altre dimore non gli abbiano giovato. In alcune cose scritte fuori io non trovo tutto il mio Giacomo. – Ma La Ginestra, signor conte? – Sì, sì, rispose sorridendo, par fatta a Recanati!
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