Nel giardino dell'Infinito tra vaghe stelle dell'Orsa...

Parimente l’uomo inesperto (ed anche lo sperimentato, nella ebbrezza della gioia) sopravvenuto da qualche fortuna, ed acquistato qualche vantaggio, crede fermamente che tutti, e massime gli amici e i conoscenti debbano rallegrarsene di tutto cuore, e neppur sospetta che ne l’abbiano a odiare, ch’egli sia per perderne l’amicizia di questo o di quello, che gli stessi amici più cari, debbano o tentar mille vie di spogliarlo del suo nuovo vantaggio, screditarlo ec. o almeno desiderar di farlo, proccurar di scemare presso lui, presso loro stessi, e presso gli altri l’idea e il pregio della sua nuova fortuna ec.
(Zibaldone, 1675 del 11.9.1821)
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