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“Dotandosi Recanati di un Centro Nazionale di Studi Leopardiani, nell’imminenza delle centenarie celebrazioni, si onorava così in modo altissimo il Poeta e si faceva alla nostra città, alla nostra famiglia, il dono più caro, più prezioso e duraturo. Non trascorse che poco tempo da quella udienza [con Benito Mussolini] e si pubblicava il decreto costitutivo del Centro degli Studi leopardiani. Con nostra soddisfazione è chiamato a far parte del Comitato Direttivo, felicemente composto dal Governi, uno della famiglia Leopardi, che darà precipuamente contributo di amore e di devozione; è stato designato a presiederlo un illustre leopardista, che nel delicato compito esplica la sua competenza, dimostra il suo disinteresse e la sua saggezza: il prof. Manfredi Porena, preside della Facoltà di Magistero della Regia Università di Roma. […] Le ceneri di Giacomo leopardi giacciono in altro ospite suolo, ma lo spirito di Lui aleggia a Recanati e più in quella parte remota del paese; e coloro che saranno raccolti nella sede del “Centro” per ricerche e meditazioni, “lasciando talor gli studi leggiadri e le sudate carte”, volgeranno lo sguardo ai monti, ai colli, alle valli, al mare, che destarono “pensieri immensi e arcana felicità” al Poeta, e lì trarranno ispirazioni ed impulso al loro nobile lavoro. Dalla nuova Istituzione, la cultura leopardiana trarrà, ne ho sicura fiducia, uno sviluppo maggiore, un sicuro incremento, e Recanati, con orgoglio materno, accoglierà il Centro Nazionale di Studi Leopardiani, lieta e consapevole che la fama del Figlio suo sarà ancora più grande nel mondo e durerà nei secoli”.
(Conte Ettore Leopardi in Dante Manetti, “Giacomo Leopardi e la sua famiglia”, 1940)

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