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Nei dipinti di Friedrich, tipico esponente della Romantik, considerato il maggior rappresentante della pittura romantica in Germania, si ritrovano un senso profondamente panico della natura e la consapevolezza attonita e quasi dolorosa dell’insufficienza dell’uomo di fronte alla sua grandezza. L’attento e partecipe studio della natura, colta nella complessità dei suoi aspetti e nel variare delle ore e delle stagioni, quasi a simboleggiare le diverse età della vita, testimonia una visione intimamente religiosa. Anche qui, come in Leopardi, una Natura (con la n maiuscola) che sovrasta e quasi annichilisce l’uomo, muto di fronte ad essa. Ma quanto diversi gli esiti! Però Leopardi, pur ancora figlio del ’700 illuministico francese presenta non pochi aspetti romantici. Certi temi della poesia leopardiana come quelli dell’Infinito, dell’antichità, della rimembranza appartengono al romantico. Basti ricordare, come esempio, la pagina dello Zibaldone 171:

Alle volte l’anima desidererà ed effettivamente desidera una veduta ristretta e confinata in certi modi, come nelle situazioni romantiche. La cagione è […] il desiderio dell’infinito, perché allora in luogo della vista, lavora l’immaginazione e il fantastico sottentra al reale“.