La “vecchiezza”…

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La morte non è male: perché libera l’uomo da tutti i mali, e insieme coi beni gli toglie i desiderii. La vecchiezza è male sommo: perché priva l’uomo di tutti i piaceri, lasciandogliene gli appetiti; e porta seco tutti i dolori. Nondimeno gli uomini temono la morte, e desiderano la vecchiezza. (G. Leopardi, Pensiero VI)

Noterella: niente di più vero… Eppure Giacomo non aveva provato la “sua” vecchiezza, né aveva assistito a quella dei suoi cari… Che avrebbe potuto scrivere se avesse potuto vedere i capelli bianchi di sua madre (con quel che significa?). Che dire? Capacità di immedesimazione nei vecchi che aveva avuto modo di incontrare durante la sua vita? Oppure accelerazione della sua? La vecchiezza è male sommo non solo per chi la vive ma anche (e forse più) per chi le respira accanto…

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2 pensieri riguardo “La “vecchiezza”…

  1. Ha ragione Giacomo nell’individuare mella «vecchiezza» il gran male dell’uomo con un’analisi acuta e penetrante.
    Spesso la vecchiezza oltre a essere insopportabile per la persona, lo diventa anche per chi assiste la persona divetata vecchia col pensiero che domani sarà lui a subire quei dolori.
    Serena notte.
    Un grande abbraccio
    Gian Paolo

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